Molecole di Movimento

Un evento di secondo piano rispetto alla vicende politiche nazionali permette di fare alcune riflessioni generali sulla natura del Movimento 5 Stelle e di raggiungere alcune conclusioni forti.

Dalla ricostruzione riportata dal Fatto Quotidiano, di cui non sono in grado di valutarne la correttezza, sembra che il sindaco uscente a 5 Stelle Fucci si stia scontrando contro il vincolo dei due mandati previsto per tutti gli eletti con il M5S avendo già svolto una precedente consiliatura come opposizione. Secondo quanto riportato dal quotidiano sembra che il sindaco e la sua squadra godano di un ampio consenso per l’ottimo lavoro svolto e per questo abbiano cercato l’approvazione dei vertici nazionali per un terzo mandato. Non avendolo ottenuto sembra abbia deciso di candidarsi con una lista civica provocando una forte frattura fra gli attivisti locali del Movimento.

Per quanto segue non è rilevante conoscere i dettagli specifici di questo caso, sul quale non ho alcuna opinione non conoscendo né le persone coinvolte né la qualità del lavoro svolto in passato. Credo però costituisca un ottima opportunità per definire il ruolo del Movimento all’interno del panorama politico italiano e suggerire la linea da seguire per casi simili che, con il tempo, saranno sempre più frequenti.

Il M5S insiste da sempre che non vuole essere un partito, ma una forza politica basata sulla rabbia dei cittadini contro una classe politica che nella sua interezza si è separata dal corpo elettorale circondandosi di privilegi personali e dimostrandosi incapace a svolgere il proprio lavoro di guida politica del paese in costante declino economico e sociale. Il Movimento si candida quindi a sostituire l’assenza di una classe politica degna del paese proponendo agli elettori un’alternativa in attesa che si riformi una classe politica realmente competente in grado di riattivare la dinamica democratica e di governare. Per propria stessa natura il M5S is autodefinisce quindi come una forza politica “a tempo”, chiamata a riempire un vuoto e pronta a dissolversi quando la sua necessità verrà esaurita, cioè quando sarà disponibile una nuova classe in grado di prendere le redini del paese.

La regola di non superare il limite dei due mandati è un elemento centrale di questa idea del Movimento con il quale i suoi architetti intendono prevenire il rischio che gli eletti a 5 Stelle diventino solo un altro animale nella fattoria della politica attuale in competizione con gli altri per uno spazio alla mangiatoia.

D’altra parte, è anche vero che un ricambio così rapido e perentorio impedisce il formarsi di competenze amministrative interne al Movimento, costringendolo ad attingere continuamente a nuovi candidati che, necessariamente, saranno sempre più a rischio inquinamento da parte di interessi particolari o ambizioni personali. Con il crescere del peso politico del Movimento aumenta il numero di candidati necessario a riempire i seggi vinti nei diversi livelli di governo e, parallelamente, diminuisce la capacità di valutarne il valore e le loro reali intenzioni. Infine, è giusto chiedersi che tipo di candidati possa attirare una forza politica che chiede un impegno completo ed ad alte competenze ma che non fornisce alcuno sbocco lavorativo successivo.

Io credo che la regola dei due mandati, nella sua crudezza ed inflessibilità, sia comunque un architrave irrinunciabile dell’edificio del Movimento e debba essere difesa contro qualsiasi eccezione. Ma, allo stesso tempo, credo che ne vadano valorizzati gli effetti che produce sulla politica nazionale, e che vadano incoraggiati gli aspetti più positivi. Se lo scopo ultimo del Movimento è quello di favorire la nascita di una nuova classe politica onesta, competente ed in grado di rappresentare le diverse istanze della società, allora il Movimento dovrebbe considerare positiva la nascita di forze politiche nuove composte da persone che si sono formate al suo interno.

Per quanto riguarda Pomezia, se veramente il sindaco Fucci è stato in grado di sviluppare capacità di governo cittadino e di costruirsi una squadra competente, allora la formazione di una lista civica vincente deve essere considerato un successo del Movimento le cui formazioni locali potrebbero, al limite, sciogliersi e confluire nella nuova forza politca. Qualora, come è probabile, una parte degli attivisti locali non si riconosca nel nuovo partito è giusto e utile per la dinamica democratica che il M5S continui la sua azione proponendosi agli elettori come alternativa al sindaco Fucci rispettando alla lettera le sue regole,  saranno gli elettori democraticamente a scegliere l’offerta politica più convincente. Di sicuro fra i consiglieri quelli che condividono una comune esperienza nel M5S avranno maggiori affinità rispetto a coloro che hanno altre provenienze, e quindi anche se si trovassero schierati su fronti opposti avranno maggiori capacità di incisività sia per combattersi lealmente che collaborare quando necessario al bene, come in ogni sistema democratico. In sostanza, credo sarebbe da considerare un successo per il Movimento la fuoriuscita di parte dei suoi attivisti finalizzata alla creazione di una forza politica nuova, distinta dal Movimento e rappresentante di almeno una parte dei suoi ideali originali.

In generale, credo che il Movimento 5 Stelle dovrebbe mantenere la sua natura fondante di forza politica “di riserva”, fatta di cittadini che si propongono temporaneamente come politici per sopperire alle carenze dei partiti esistenti. Ma in una prospettiva di lungo termine per una democrazia efficace non bastano l’onestà e le competenze tecniche per assicurare un buon governo ed una rappresentanza politica di tutte le classi sociali e preferenze ideali dei cittadini. Servono partiti politici veri e propri che facciano il loro lavoro in modo appropriato. Il Movimento 5 Stelle non deve rischiare di essere percepito come aspirante “partito unico” alternativo all’insieme di tutte le altre forze politiche. Deve difendere la sua indipendenza e differenza rispetto agli altri, ma guardare con favore alla nascita di formazioni distinte che mantengano al loro interno qualche molecola del suo spirito originale.

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